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Esortazione apostolica

                      “Gaudete et exsultate”

 

 



INCONTRO MATRIMONIALE

da “La Libertà” del 3 giugno 2017 

 

 

 

 

 

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Descrivere che cosa è Incontro Matrimoniale (IM) è difficile senza esporre sensazioni e sentimenti personali che investono il rapporto di coppia.

Sin da quando alcuni amici ce ne hanno parlato con toni molto entusiastici e convincenti ci siamo chiesti che esperienza sarebbe stata per noi e che effetti avrebbe potuto produrre sul nostro rapporto. Pensavamo si trattasse del solito “corso per coppie” in cui un docente spiega come superare certe problematiche comuni alla maggior parte dei matrimoni, ma la “convinzione” dei nostri amici nell’esortarci a partecipare ci aveva incuriosito molto.

Adesso possiamo dire che l’aver partecipato al weekend per sposi ci ha coinvolti non solo emotivamente ma abbiamo anche preso coscienza di cosa significhi confidenza reciproca, condivisione di emozioni, perdono.

È bello ad esempio sapere di essere importanti l’uno per l’altra e ci si sorprende quando il partner mette in luce aspetti positivi di noi che non sapevamo di avere o che consideravamo non così importanti per l’altro. L’esperienza di IM ci ha insegnato a superare certe difficoltà comunicative e certe diffidenze reciproche di natura caratteriale più o meno striscianti, instillandoci al contempo la fiducia che, quando comunichiamo, l’altro ci ascolta e non ci giudica; anzi, si mette al nostro fianco. Questo è reso possibile dal metodo che ci è stato consegnato e che stiamo facendo nostro, giorno dopo giorno, sperimentando sempre nuove profondità nell’intesa e nella complicità coniugale.
Sicuramente all’inizio abbiamo provato una certa ritrosia ed una specie di diffidenza perché abbiamo capito subito che il nostro compito sarebbe stato quello di “scavare” dentro di noi in quanto il weekend è basato su una partecipazione attiva e costante, personale e di coppia, che invita a “lavorare su se stessi e sulla coppia” in collaborazione col coniuge. Ma poi ha preso sempre più piede la serenità, la convinzione che ci si stava impegnando per noi stessi e ci siamo resi conto che non eravamo spettatori ma attori, grazie al supporto delle coppie “guida” (opportunamente formate) con l’affiancamento di un sacerdote.

È sicuramente un’esperienza che andrebbe vissuta da tutte le coppie, non importa da quanto tempo sono sposate e da come è il loro rapporto, se fluido o bisognoso di “manutenzione”.
Il weekend è per tutti. Per tutti quelli che dal matrimonio e da se stessi vogliono qualcosa di più, vogliono camminare procedendo “in alto e in avanti”, perché è così che si cresce e si diventa persone responsabili e capaci di partecipare agli altri le proprie risorse e le proprie ricchezze interiori in un accrescimento reciproco che non può che giovare alla famiglia e a tutti coloro che ci stanno intorno.


Enrica e Pier Fontanili.