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ACCOMPAGNARE CON COMPETENZA … dagli appunti di un partecipante

È terminato con una partecipazione superiore alle aspettative il corso di formazione sui temi dell’accompagnamento con competenza delle persone con malattie croniche gravi organizzato dal gruppo Diversamente Giovani di Quattro Castella – Roncolo assieme agli adulti di Montecavolo e Salvarano.

Il corso aveva lo scopo di aiutare le persone che avvicinano questi ammalati, o i familiari che hanno in casa il problema, ad avere qualche strumento in più per leggere le situazioni e muoversi con maggior tranquillità nel loro percorso di aiuto.

Il primo incontro col dott. Argentini, Responsabile Diocesano della pastorale della salute, è servito a conoscere le linee della pastorale diocesana e a renderci conto di quanto il fenomeno sia diffuso in provincia. Da ultimo ha fornito utili consigli circa le modalità per essere un buon visitatore di infermi.

Con la Dott.ssa Montanari siamo invece entrati nello specifico del problema riflettendo su cosa rappresenta l’esperienza di malattia cronica grave per la persona che è ammalata: si tratta di un’esperienza esistenziale di rottura dove nulla è come prima ma tutto cambia, e dove emotivamente il malato deve far fronte alla perdita più o meno grave della propria autonomia.

Per i famigliari il problema è analogo: inizia un percorso nuovo di assistenza e di cura che ricade interamente su di loro e che nel tempo diventa pesante perché stravolge la vita ed impone nuovi equilibri. In più questa fatica e questa sofferenza ci conduce in un tunnel di cui si fatica a vedere l’uscita e del quale molto spesso non si riesce a parlare per la difficoltà di trovare qualcuno che riesca a capire questa “stanchezza” che aumenta quotidianamente.

Quando nella vita delle persone arriva una malattia cronica grave, questo accadimento induce un procedimento adattivo alla nuova situazione che passa attraverso varie fasi la cui conoscenza è fondamentale per chi lo assiste o lo frequenta, al fine di capire meglio il punto di vista della persona ammalata e non creare danni ulteriori.

La negazione, la rabbia, il patteggiamento, la depressione e l’accettazione / rassegnazione sono le fasi di questo procedimento adattivo individuate dalla letteratura e ognuna di queste fasi ha una durata che varia da caso a caso e ognuna richiede modalità di approccio individualizzate ed accettate dalla persona evitando forzature, fughe in avanti o giudizi ma avendo sempre a riferimento la dignità della persona, la sua rassicurazione e la costruzione di una alleanza con lei: quella possibile per l’ammalato, non quella che vogliamo noi.

A fronte di questa complessità occorre che siano chiari i motivi alla base dell’opera di volontariato, motivazioni intrinsecamente connesse con la nostra vita e la nostra storia personale. Solo con la conoscenza delle situazioni che ci mettono maggiormente in difficoltà saremo in grado di affrontare i rischi insiti in ogni relazione di aiuto e saremo quindi in grado di aiutare la persona ammalata accompagnandola nel prendere consapevolezza dei suoi bisogni e delle sue esigenze senza sostituirci a lei e soprattutto senza scaricare su di lei problematiche nostre non ancora risolte.

Questo corso è stato utile per acquisire la consapevolezza che “visitare” una persona con malattia cronica grave è operazione difficile ma questa consapevolezza è il primo passo per poterla fare bene.

Ovviamente siamo consapevoli che questo è stato solo il primo passo di un percorso di crescita umana e cristiana molto impegnativo per tutti noi perché impone la messa in discussione di noi stessi e del nostro modo di approcciare il malato cronico grave; tuttavia è stato importante farlo in quanto ogni percorso necessariamente inizia con il primo passo.

ACCOMPAGNARE CON COMPETENZA

corso di formazione per imparare modalità di approccio alle persone con malattie gravi 

Il gruppo Diversamente Giovani di Quattro Castella / Roncolo in collaborazione col gruppo adulti di Montecavolo – Salvarano, visto il diffondersi di malattie impegnative (Alzheimer, Parkinson, Demenza senile, per citare le più frequenti), e delle situazioni di solitudine, propongono a tutta la comunità alcuni momenti di formazione in riferimento alle modalità di approccio alle persone ammalate o sole del nostro territorio.

L’iniziativa viene proposta dalle Parrocchie del territorio, ma è aperta a tutti coloro che vogliono acquisire competenze su malattie che per la gravità delle manifestazioni, mettono le famiglie, al cui interno sono presenti, in forte difficoltà.

Viene offerta anche a chi vuole essere vicino ad amici o conoscenti ammalati, spera che la sua opera possa essere loro utile ed è desideroso di apprendere a farlo nel modo migliore.

Sono previsti incontri:

domenica 21 gennaio dalle 17.30 alle 19.30 (presso Oratorio di Montecavolo) con il Dott. Argentini, responsabile Diocesano della pastorale della salute, che farà una introduzione generale sul tema. Al termine di questo primo incontro verranno raccolte le disponibilità per gli incontri successivi che si terranno:

domenica 4 febbraio dalle 17.00 alle 19.00 (presso Oratorio di Montecavolo)accompagnati dalla Dott.ssa Rita Montanari, Counselor, impareremo a riconoscere i bisogni delle persone ammalate e a dare loro risposte possibili.

domenica 18 febbraio dalle 17 alle 19 (presso Oratorio di Montecavolo) accompagnati dalla Dott.ssa Rita Montanari, Counselor, continueremo ad individuare i bisogni delle persone ammalate e a ricercare le risposte possibili.

E’ un’occasione importante per a stare vicino a chi soffre con umanità e competenza e un passo verso una comunità attenta anche a chi soffre.

 

Il 14 dicembre si è svolto il terzo ed ultimo momento di riflessione sulle realtà ultime in preparazione al S. Natale 2017.

Agli stimoli iniziali forniti sia da Don Andrea che dal Diacono Vittorio hanno fatto seguito momenti di riflessioni in piccoli gruppi per consentire a tutti di poter esprimere il loro parere in merito ad argomenti che i Diversamente Giovani possono rappresentare il futuro prossimo.

Riflettere, infatti, di vita eterna, paradiso, inferno, purgatorio non è sempre facile perché sono argomenti che ci mettono di fronte alle nostre paure. La divisione in gruppi è stata molto apprezzata perché ha consentito una partecipazione molto sentita ed appassionata.  Un ringraziamento ai relatori e alle conduttrici dei gruppi che con competenza e con passione hanno garantiti lo svolgimento ordinato dei lavori di gruppo riportando poi in plenaria la sintesi della discussione del loro gruppo.

Un ringraziamento a tutte le rezdore castellesi che, senza tanto rumore, hanno generosamente conferito il materiale per la merenda insieme:  tutte leccornie rigorosamente fatte in casa e da leccarsi i baffi che hanno reso ancor più gradevoli questi momenti di catechesi per adulti.

 

 

 

Inizia Giovedì 30 novembre il primo incontro in preparazione al S. Natale 2017

Quest’anno il gruppo “Diversamente Giovani e Don Andrea invitano tutti gli interessati a tre momenti di riflessione sulla tematica delle realtà ultime (vita eterna, paradiso inferno e purgatorio)

Sono tematiche delle quali si parla raramente ma di un’attualità importante; offriamo quindi agli interessati questi momenti di riflessione. L’appuntamento, come di consueto, è all’oratorio di Quattro Castella dalle 15 alle 16 nelle giornate di

Giovedì 30 novembre,    giovedì 7 dicembre e     giovedì 14 dicembre

 

Lunedì 26 giugno 2017 alle ore 21.00 a Montecavolo

Mara, Mario e Vincenza, con la benedizione di Don Andrea, risponderanno all’invito fatto dal Consiglio Pastorale di Montecavolo per illustrare le iniziative che il gruppo dei “Diversamente Giovani” di Quattro Castella ha pensato e messo in atto per gli anziani della Unità Pastorale. Questa chiamata ci fa molto piacere e in funzione della futura Unità Pastorale anche con Montecavolo crediamo possa rappresentare il primo di tanti incontri / confronti che consentiranno di sfruttare le esperienze di tutti per rispondere in modo concreto alle problematiche degli anziani e agevolare la costruzione di una comunità vera fra le due realtà da oggi facenti parte della stessa Unità Pastorale e facenti capo allo stesso Parroco.

 giovedì 30 marzo alle ore 15.30 presso il Santuario di Madonna dell’Olmo di Montecchio Emilia 

Catechesi per adulti in preparazione alla S. Pasqua

a seguire  visita al museo etnografico “La Barchessa” di Villa Aiola e momento di fraternità al circolo ANSPI di Aiola

 

PREPARAZIONE DEL S. NATALE 

Incontro di Giovedì 15 dicembre: stimoli forniti da don Andrea:  I PIEDI DI DIO

Parte del corpo che ci richiama all’umiltà, perché realizza il contatto con la terra.
Strumento altresì del movimento, che dice che la vita è come un cammino, per un uomo pellegrino, di passaggio verso la patria celeste.
“Come sono belli i piedi…”.
Apprezziamo per la loro avvenenza senz’altro gli occhi, i capelli ed altre forme e proporzioni, ma quando sentiamo avvicinarsi i passi di una persona a noi gradita, ecco che possiamo esclamare, con il profeta Isaia, che quei piedi sono “belli”, come quelli del “messaggero che annuncia la pace” (Is 52, 7).
La buona novella comunica la nascita del Salvatore, uomo come noi.
Gesù, Dio con noi, “appiedato”, rimette in piedi l’uomo caduto nel peccato, cammina con il passo di chi è rimasto indietro

Incontro di giovedì 1 dicembre, stimoli forniti da don Andrea: Il braccio, la mano e il dito di Dio.

Se la schiena e le spalle già alludono alla forza che nell’uomo fa stare dritti in piedi e sorregge, il braccio esprime la stessa forza che interviene e mette in atto decisioni. Con le braccia si lavora con energia e con la mano di precisione.
La Bibbia narra che il creato sorge dal nulla per la sola voce di Dio ma, quando si tratta di liberare e guidare il popolo eletto, ecco che Dio opera “con mano potente e braccio teso”. Egli “snuda il suo santo braccio”, giura fedeltà “con la sua destra”, alza il braccio per giudicare e dividere, ma anche per guidare e proteggere come il pastore il suo gregge. Il dito di Dio scrive la legge, via della libertà, e disegna il ritratto del suo popolo nel palmo della mano.
Le braccia di Gesù, che si tendono ogni giorno a lungo in preghiera, allontanano i demoni, accolgono i peccatori. Le sue mani toccano i lebbrosi e spezzano il pane dell’alleanza.
Ma durante i lunghi anni a Nazareth, le braccia del figlio di Giuseppe e di Maria non han fatto altro che lavorare e condividere la vita ordinaria di tutti.
Il 1 dicembre del 1906, cent’anni fa, moriva Charles de Foucault. Egli volle realizzare con la sua vita proprio l’imitazione di Gesù a Nazareth. Nel deserto del Sahara ha pregato, lavorato, studiato a fondo la lingua tuareg, vissuto come fratello universale accanto a tutti.

Incontro di giovedì 24 novembre: stimoli forniti da don Andrea

Passiamo dagli esercizi della ginnastica dolce, che ha visto impegnato i “Diversamente Giovani” nelle scorse settimane, agli esercizi “spirituali”, che sono meditazioni per lo spirito, che non è mai però senza il suo corpo, né tanto meno pensa che esso sia un ostacolo o un peso. Inoltre, l’Avvento ci prepara ad accogliere proprio il Verbo che s’è fatto “carne”. Prendiamo, perciò, il tema di questi nostri incontri guardando al nostro corpo e alle sue parti.

LE SPALLE E LA SCHIENA.
Esse alludono alla forza. Hanno infatti una funzione strutturale di sostegno: le spalle delle braccia e la schiena del corpo intero.  La schiena diritta che assicura la postura eretta rivela anzitutto il privilegio che distingue l’uomo dagli altri esseri viventi. La schiena diritta del soldato è segno di presenza e attenzione, mentre le spalle forti dell’atleta sono capaci di vigore e libertà. La schiena curva racconta dei pesi della vita. Nella postura della schiena si può leggere la storia personale, il mestiere, l’eredità genetica e il carattere. All’inizio della vita, la schiena non ci sorregge e facciamo l’esperienza dell’essere portati, ma nell’età adulta diventiamo capaci di portare i pesi. Una vecchiaia benedetta sa portare il peso degli anni ed è disponibile a consegnarsi.
Anche la parabola della vita di Gesù può essere tracciata guardando alla sua schiena. Sorretto dalla sua mamma, messo dritto in piedi da Giuseppe, s’allontana risoluto da casa per caricarsi sulle spalle la missione dell’annuncio che il Regno dei Cieli è vicino. Lo vediamo con la schiena piegata nel deserto per la estenuante lotta contro il Tentatore, poi chinata per abbracciare i bimbi, accomodata alla mensa con i peccatori, e caricata della croce.
La schiena chiede aiuto, quando non sta bene, alla medicina e alla palestra, e le spalle ne desiderano altre che siano accanto, a condividere i pesi della vita. Ma occorre il giogo. Nel caso del lavoro nei campi esso unisce le spalle di due buoi in uno sforzo comune. Il giogo può andare a significare un peso opprimente per l’uomo, che intende la legge di Dio come tutela di un padrone. Gesù dice: “Venite a me voi tutti che siete affaticati ed oppressi e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo su di voi, e imparate da me che sono mite ed umile di cuore”. Non si può immaginare né pretendere una vita senza pesi per le nostre spalle. Se lo vogliamo, possiamo vedere Gesù condividerli con noi, e imparare ad essere figli di Dio nostro Padre.

Tratto da Sature di spirito, di don Paolo Tomatis, il Messaggero di sant’Antonio Ottobre 2016